Guerrier@ In Azione: la massaggiatrice di cuori e i suoi complici

This post is also available in: esEspañol (Spagnolo) enEnglish (Inglese)

Guerrier@!!! 

Oggi voglio raccontarvi degli G.I.A. dello stivale! I guerrier@ italiani!! 

Si, io sono nata in una piccola cittadina in provincia di Venezia, Portogruaro. Volete sapere come é andato il mio debutto al mondo? Beh… chiedetelo alla mia mamma che ha vocalizzato per 21 ore e la mia testolina non voleva proprio uscire. Hey, era stretto lì dentro e pure un po’ decentrata l’uscita… quindi dopo tante ore di ricerca della luce, improvvisamente il silenzio, e dopo pochi minuti credo di essere uscita da un’altra porta. Lí la luce era troppa e ricordo tante faccie nuove con mascherine e camicia verde… per un attimo mi sono turbata nel non sentire la voce della mamma. Poi però mi hanno messo vicino al suo viso e al suo cuore, e ho capito che eravamo tornate assieme. E poi in braccio a papà, che bello! Le 3 ostetriche, i medici e l’operatrice del Nido – che mamma e papà adorano –  sono stati i miei primi amici lá fuori, e devo dire che mi é andata proprio bene!

Va beh, io perdo sempre il filo del discorso… dicevo che nella stessa Portogruaro, c’era una volta e c’è ancora, una fisioterapeuta che massaggiava cuori. Elena, una donna affascinante, dai capelli corti e le gambe lunghe, una fisioterapeuta e kinesiologa che insegnava Yoga ed altre discipline interessanti ad un gruppo di puerpere, tra cui la mia mamma, quando io ero ancora dentro la panza. Elena aveva due mani grandi e magiche, toccava le persone per guarirle dai dolori fisici, ma anche dai dolori del cuore… riusciva sempre con le sue mani, presenza ed azioni, a guarire le ferite interiori… Che dono saper massaggiare i cuori! 


Elena é una G.I.A., una delle prime a seguire sin dall’inizio i miei “malanni”… lo sviluppo di quella che poi sarebbe stata la diagnosi definitiva della mia malattia. É una delle prime persone a esser diventata una Guerriera in Azione, spontaneamente! Assieme ad altre tre G.I.A. d’eccellenza, Sara, Alessandra e Nadia, ma anche ad un gruppo di musicisti straordinari, hanno organizzato un aperitivo solidario in una ambientazione bucolica parte di un borgo medioevale bellissimo chiamato Cordovado,  vicino al mio luogo di nascita. Un appuntamento estivo in una cornice d’altri tempi, per amici che sono accorsi nonostante io e i miei genitori non siamo potuti essere presenti fisicamente… ma lo siamo stati con l’anima che traboccava di gioia nel sentire tanto affetto! 

 

Sara é un’altra bella donna dai capelli rossi e la mente creativa; la sua fantasia ha disegnato con Hennae mani e piedi di altre donzelle, quadri d’autore su pelle. 

E poi Alessandra, altrettanto bella attrice con voce d’angelo ed educatrice di stampo montessoriano, che ha letto poesie accompagnando il sole a dormire… la mia nonna si é emozionata tanto nell’ascoltarla che é corsa ad abbracciarla con l’occhio umido!

E infine Nadia, una seconda mamma della mia mamma, che quindi sarebbe una mia seconda nonna, anche lei ha regalato voce all’amore che mi porta. 

Come se non bastasse, una band di musica  vintage ha suonato per me: vi ricordate che vi dicevo che il mio nonno Roberto suona la batteria? Ecco, il suo gruppo “I Ragazzi Soli o Soli vintage band”… che emozione! Sono stati presenti anche alcuni amici cari della mamma, e che mi hanno conosciuta nei miei primi due mesi di vita in Italia, prima di andare in Spagna dove poi, sono rimasta (vi racconterò un giorno quali erano i piani originali dei miei genitori…). 

Le donazioni della serata sono state destinate come sempre al nostro sogno: la ricerca sulla glicogenosi 1B!Assieme agli G.I.A. di cui vi ho parlato, un altro gruppo di G.I.A!! I soci del Club Filippo Pescosolido che quest’anno hanno autonomamente deciso, una volta appresa la notizia della mia malattia, di scegliere me e la nostra causa, come una delle persone a cui donare un contributo. Grazie guerrier@, sono grata e commossa per tanto sostegno!! 


Insomma i massaggi al cuore sono stati tanti quella sera. Grazie Elena, Sara, Alessandra, Nadia, Alessandro e tutti gli amici che hanno partecipato – Stivale, Veneto e Friuli in action! 

“Ogni giorno faccio galleggiare le mie barchette di carta ad una ad una giù per la corrente del fiume. A grandi lettere su di esse scrivo il mio nome ed il nome del mio villaggio. Spero che un giorno, in qualche paese straniero, qualcuno le trovi e sappia chi sono….Quando scende la notte comincio a sognare che le mie barchette di carta galleggino sotto le stelle. In esse viaggiano le fate del sonno ed il loro carico è un cesto pieno di sogni”  Tagore.

Un NinAbbraccio

Rispondi